Dietacare e chetosi

Dieta chetogenica e Dietacare

Tutte le volte che ci troviamo in presenza di sovrappeso senza infiammazione o con basso grado infiammatorio è possibile ottenere dei risultati ottimali sia in termini di forma fisica, di tempo, di salute che di facilità nel raggiungere il proprio obiettivo, mediante l’attivazione della chetosi.

La chetosi è un processo naturale e fisiologico che si attiva nei nostri tessuti tutte le volte che si riduce drasticamente l’introduzione di carboidrati.

Il termine chetosi fa paura a molti ma è assolutamente un processo metabolico ben noto e caro al nostro organismo, che ci permette di poter sopravvivere anche in corso di completa deprivazione nutrizionale.

Infatti la chetosi è il frutto dell’adattamento dei nostri geni all’ambiente esterno dove per milioni, o forse miliardi, di anni si è manifestata la carenza alimentare.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che l’opulenza e l’eccesso di cibo sono una caratteristica dei paesi industrializzati negli ultimi 70 anni.

Il nostro DNA si è invece adattato alle condizioni precedenti in cui il cibo scarseggiava.

Grazie alla chetosi i nostri antenati hanno potuto sopravvivere ugualmente alle peggiori deprivazioni alimentari.

Ma in cosa consiste la chetosi?

Chetosi significa produzione di corpi chetonici ossia molecole che vengono utilizzate dalle cellule come fonte di energia solo quando c’è carenza di carboidrati ossia di glucosio.

Puoi immaginare tutte le tue cellule (tranne le cellule del sangue, per esempio i globuli rossi) similmente ad un’auto ibrida con doppia alimentazione, a benzina ed elettrica.

O va a benzina o va ad elettricità. Non è possibile utilizzare contemporaneamente due tipi diversi di carburante.

Anche le nostre cellule vanno preferenzialmente a glucosio ma quando questo si riduce troppo utilizzano  corpi chetonici come fonte energetica.

A noi uomini moderni in sovrappeso deve interessare molto questo antico processo metabolico  per poter produrre i corpi chetonici, devono essere sciolti i tanto odiati e antiestetici cuscinetti di grasso depositati sotto la nostra pelle o dentro l’ addome.

Quindi se noi riduciamo drasticamente l’apporto di zuccheri dobbiamo utilizzare la massa grassa per fare energia.

Quando la chetosi è attiva ci si sente bene, energici sia fisicamente che mentalmente e cosa più bella… scompare la fame!

Ma perché tutto questo?

Perché ai nostri antenati la chetosi serviva  per sopravvivere quando non c’era cibo. E proprio in queste condizioni erano necessari forza, lucidità e assenza dello stimolo della fame per potersi muovere rapidamente e trovare ciò di cui avevano bisogno.

Naturalmente se la chetosi si protrae troppo a lungo possono insorgere delle complicanze.

È impossibile sopravvivere energici e lucidi dopo un digiuno completo di due o tre mesi.

Quindi noi possiamo attivare la chetosi in modo controllato e transitorio semplicemente riducendo drasticamente l’introito di carboidrati ( non oltre i 20 gr al giorno) e mangiando solo alimenti proteici per evitare di danneggiare la massa muscolare, la pelle o le ossa.

Oggi esistono diversi approcci alimentari, anche molto noti, che sfruttano questo processo ma con l’esperienza clinica di diversi anni è stato provato quanto segue:

–         non è necessario mangiare tantissime proteine ma è sufficiente un apporto isoproteico e non iperproteico come alcuni protocolli dicono. Cioè la quantità di proteine deve essere adeguata alle reali necessità dell’organismo e non in quantità superiore.

–         le proteine animali (carne, pesce e uova) sono acidificanti e più i tessuti si acidificano più aumenta l’infiammazione cronica. Quindi c’è un danno, non percepibile subito ma nel corso del tempo, che predispone all’insorgenza di sintomi più disparati a livello osteo – muscolare, digestivo, cutaneo o endocrino.

–         le proteine animali sono acidificanti e nel tempo possono disturbare la funzionalità se assunte in eccesso.

Tutte queste considerazioni hanno portato i ricercatori a trovare delle strategie migliori ossia capaci di attivare la chetosi senza produrre acidosi tissutale e lasciando integra la funzionalità renale.

Questo è possibile mediante l’utilizzo di prodotti a base di farine di origine vegetale (pisello, avena e in alcuni casi soia)  da cui è stata rimossa la componente zuccherina.

Gli alimenti cosi ottenuti sono oggi disponibili con il metodo Dietacare e se assunti secondo una strategia consigliata dal medico permettono di ottenere perdete di massa grassa mirate con mantenimento del tono della pelle, dei muscoli e delle ossa ed in pieno benessere.